Il Cippo commemorativo è situato nei giardini della Villa Tigullio a Rapallo e ricorda la morte del Nigra avvenuta in questa villa.
 

 Questa lapide è collocata sulla facciata dell'attuale Caserma Bergia a Torino e ricorda i versi composti da Nigra in onore dell'arma dei carabinieri che si distinsero per valore nella guerra di Indipendenza del 1848. I versi fanno parte del carme di Nigra "La Rasegna di Novara" composto in onore e memoria di tutti i valorosi caduti di Novara.

La lapide fu posta in occasione delle celebrazioni del centenario di fondazione dell'Arma dei Carabinieri effettuate nel 1914.

Il Collegio delle Provincie accoglieva gli studenti che avevano vinto una borsa di studio per frequentare i corsi di laurea all'Università di Torino. Nigra lo vinse diplomandosi al Regium Gymnasium Eporediense di Ivrea nel 1843.


 

Targa posta dal Municipio di Ivrea e restaurata dal Rotary Club Ivrea nel 2007. Questa targa ha una lunga e complicata storia:

 

" Il 6 settembre 1907, due mesi dopo la morte del Grande Ambasciatore e Senatore Canavesano, la Sentinella del Canavese pubblicò in prima pagina un trafiletto dal titolo  “Per un ricordo a Costantino Nigra”, che così recitava:

 

 “Si è costituito in Ivrea un comitato composto dei sigg.: Coardi di Bagnasco marchese Emanuele, deputato al Parlamento; comm. Baratono colonnello Eugenio cav.Ord. militare Savoia; comm. Borsetti tenente generale; Bosso cav. Giacomo cavaliere del Lavoro, membro della Camera di Commercio;Avogadro di Collobiano conte Luigi senatore del regno; il Sindaco di Ivrea; il Sindaco di Castellamonte;comm. G.C. Frola sindaco di Torino, senatore del regno; ing. Goglio Giuseppe deputato al parlamento; Malvano comm. Giacomo senatore; comm. Massa ing Mattia; Pinchia di Banchette conte Emilio deputato al Parlamento; Realis cav. Avv. Savino; Riva cav. Avv. Giuseppe; Rossi cav. Avv. Lucio; Di San Martino e Valperga conte Guido senatore; Zanetti cav.uff. Pietro deputato provinciale.

 

Questo comitato si propone di rendere onore alla memoria del nostro illustre compaesano S.E. Nigra conte Costantino cav S.S. Annunziata e Senatore del Regno.A nome del comitato, l’on. Pinchia ha diramato la circolare che segue, firmata da tutti gli iniziatori:

 

- appartenenti alla terra dove nacque Costantino Nigra, i sottoscritti la pregano di unirsi a loro al fine di onorarne la memoria, cara a quanti hanno in core la Patria. Un monumento, eretto in Ivrea, attesti la gratitudine degli italiani verso l’uomo di Stato che fu degno degli ammaestramenti di Camillo Cavour, del cittadino insigne che, sul campo di battaglia, giovinetto bersagliere, si consacrò col sangue di una ferita all’ideale italico, e nell’arduo e non meno periglioso certame della politica, tenne alto l’onore, difese con sagacia in momenti oscuri e difficili le sorti del Risorgimento Nazionale. Sorga il monumento nella vecchia città Canavesana, capo di quella contrada che la poetica fantasia di Costantino Nigra raffigurò nei Canti, onde l’eletto spirito si dilettava, offrendo all’Italia, coll’ omaggio dell’arte, le grazie della sua immaginazione gentile, del suo intelletto squisito. I sottoscritti si rivolgono pertanto a tutti coloro che sanno di onorare in Costantino Nigra una delle più cospicue e delicate manifestazioni del patriottismo e del genio italiano. –

 

 Le sottoscrizioni si ricevono presso la Tesoreria del Municipio di Ivrea.Le adesioni furono moltissime ed un elenco completo è disponibile presso il Comune di Ivrea che gentilmente, grazie all’interessamento del Sindaco Fiorenzo Grijuela, ci ha messo a disposizione tutto il dossier esistente in Archivio sull’argomento. A fine Dicembre 1907 la somma raccolta ammontava a circa Lire 12.000, equivalente ad una cifra stimabile oggi in circa 60 milioni, sufficiente a costruire allora un piccolo monumento. L’anno successivo si cercò lo scultore che fu individuato in Davide Calandra, torinese autore di molti monumenti pubblici in Italia ed all’estero e famoso soprattutto per il monumento ad Amedeo di Savoia a Torino. Calandra accettava la proposta con l’impegno di costruire l’opera gratuitamente, senza però tempi fissi di completamento; questo fu forse un primo errore del Committente che era il Municipio di Ivrea, custode della somma incassata dalla sottoscrizione pubblica. Passò così qualche anno, Calandra era molto impegnato anche fuori d’Italia e forse mise in secondo piano l’impegno assunto; al Comune di Ivrea nessuno sollecitò l’opera, pensando che questa fosse nel suo iter realizzativo, sino al 1914 quando ci fu un’interpellanza scritta a cui il Calandra rispose chiedendo ancora del tempo. La somma depositata, che era stata oculatamente investita in titoli di Stato, si era incrementata di qualche interesse compensato da un po’ di svalutazione, per cui era sostanzialmente invariata; probabilmente però i costi dei materiali della realizzazione erano saliti e ciò spiegava forse il tentennamento del Calandra. Questi poi si ammalò e improvvisamente, ancora relativamente giovane (aveva 50 anni), l’anno successivo morì.

 

Era il 1915, anno che precedeva l’inizio della 1° guerra mondiale, e che fu impiegato a mettere d’accordo i membri del comitato sul da farsi; la decisione fu quella di affidare l’opera al prof. Cesare Biscarra, scultore di buona fama, ma lo scoppio della guerra costrinse ad interrompere le trattative.In un verbale di Giunta del 27 novembre 1919 il Municipio di Ivrea stabilisce che la somma a disposizione è di Lire 13.999 ma che la svalutazione derivata dalle spese belliche impedisce oramai la realizzazione del monumento (la somma rapportata ai valori attuali risulta infatti soltanto più di 27 milioni circa).

 

Viene interpellato nuovamente il comitato promotore che, per bocca del Presidente conte Pinchia, propone di far realizzare una lapide marmorea e di utilizzare la somma restante per costituire 1 o 2 Borse di Studio alla memoria. Si definisce anche il testo da incidere sulla lapide.

 

La Giunta stabilisce di dare l’incarico progettuale all’Ufficio Tecnico del Municipio e di acquistare il marmo presso la ditta Pogliano&Geometra Montaldo, sulla base di un disegno progettuale di cui esistono tre varianti. Qualche mese dopo la ditta Pogliano&Geometra Montaldo fallisce e ad essa subentra la ditta Fratelli Pogliano che non è in grado di far fronte alla fornitura al prezzo concordato.Viene rimesso tutto in discussione ed il Commissario Prefettizio, facente veci di Sindaco, indice un nuovo concorso, ripartisce la somma disponibile in spese per onoranze, Borsa di studio ed il restante viene destinato alla realizzazione di una piccola targa ricordo di dimensioni 104x72 cm, destinata al salone Municipale.

 

Il 18 settembre 1920 i lavori di realizzazione della Targa vengono affidati alla ditta Antonio Martinoli che il 17 ottobre la consegna al Municipio con tanto di verbale sottoscritto dalle autorità presenti.Il 22 ottobre 1920 la Sentinella del Canavese pubblica nelle pagine interne il seguente articolo di cronaca “Inaugurazione di lapide a Costantino Nigra”: 

 

Nel mattino di domenica scorsa nella sala d’ingresso degli uffici del palazzo municipale venne inaugurata una lapide alla memoria dell’insigne canavesano Costantino Nigra; e quantunque fossero stati diramati molti inviti, un modesto, ma sceltissimo numero di persone intervennero alla solenne cerimonia; però spiacque riscontrare l’assenza di una rappresentanza scolastica, mentre che si consacrava una fondazione per l’incoraggiamento alla cultura. Nel 1907, colla morte del conte Nigra, venne deliberato di erigere per sottoscrizioni di amici, enti ed ammiratori un monumento al Grande Canavesano, che giovane ancora si consacrò col sangue versato all’ideale dedicando poi tutta la sua attività ed intelligenza alla maggior gloria della Patria. E tale monumento dovevasi erigere in Ivrea città capitale del Canavese. Il Comitato si costituì e si assicurò, senza compenso di sorta, della opera di Davide Calandra, ma purtroppo la morte colpì l’esimioscultore prima che potesse assolvere l’impegno preso. La somma così raccolta, 12.000 Lire, non bastando allo scopo venne disposto che fosse impiegata, con altre 2.000 Lire donate dalla nuora  contessa Teresina Nigra, all’acquisto di titoli dello Stato, e colla rendita si fondarono – due borse di studi intitolate al Nigra (Lire 375 cadauna) da devolversi a studenti bisognosi -. 

 

La lapide inaugurata in marmo bardiglio lucido, con quattro borchie di bronzo ed epigrafe dettata dal conte Emilio Pinchia di Banchette, incisa in caratteri romani dal Martinelli di Ivrea, porta la seguente dicitura:

 

 Costantino Nigra, soldato diplomatico poeta geniale e studioso interprete dello spirito italiano, Ivrea, concordando ammiratori ed amici, dedica una fondazione, per incoraggiamento alla cultura, come la più degna onoranza che ai giovani consiglia colla gratitudine l’esempio.

 

Nato l’11 giugno 1828 e deceduto il 1 luglio 1907. -.

 

Oratore ufficiale della cerimonia è stato il conte Pinchia, il quale con elevata forma di dire fece rivivere il soldato, il poeta, il diplomatico insigne, prescelto da Massimo D’Azeglio e dal conte di Cavour quale prezioso collaboratore nella grande epopea della politica del nostro Risorgimento. Prese poi la parola il Commissario prefettizio generale comm. Baldassarri, che felicemente rievocò le gesta gloriose del Nigra come soldato e invitò le autorità civili e militari convenute a sottoscrivere il verbale di presa in consegna della lapide, auspicando che qualsiasi partito od amministrazione futura saprà conservare il sacro ricordo dell’illustre canavesano. Firmarono il verbale i rappresentanti: delle Istituzioni civili di Ivrea, il sottoprefetto, i comandanti dei reggimenti e corpi di Ivrea, il rappresentante del Consiglio Avvocati e Collegio Procuratori, il rappresentante della sentinella del Canavese e le signore convenute.”

 

La storia finisce quì, davanti alla lapide situata nell’ingresso principale del Comune di Ivrea; ma l’enigma continua in quanto la lapide parla di una Borsa di Studi a favore dei giovani di cui non si trova traccia alcuna, nonostante le solerti ricerche effettuate dal personale addetto del Comune. Destino? Dimenticanze? Fatalità? Oppure più semplicemente una serie di circostanze sfavorevoli a cui il popolo canavesano deve poter porre rimedio, per onorare e ricordare ai giovani questa grande figura.

 

L’occasione del centenario della morte, caduta nel 2007, ha dato l’opportunità di rimediare, colmando una lacuna grave che non fa onore né al Canavese né all’Italia.Lasciamoci con le parole di un giornalista dell’epoca che commentava così l’ingratitudine del paese verso uno dei Grandi attori del Risorgimento Italiano:

 

 “ Nello scorgere tanta deplorevole indifferenza, vien quasi fatto di dubitare che i politici d’oggi temano i disastrosi raffronti con le grandi figure che scompaiono dalla scena del mondo, ma che rimarranno nella memoria riconoscente dei popoli “